Come se fosse

Respira forte e balla,

Nella vita c’è ritmo.

Balla sola a piedi scalzi,

La Terra ha un cuore forte che batte.

Scogli i capelli,

Il vento è pronto a farti scapigliare.

Sbrigati a sorridere,

Il tempo passa.

Respira forte.

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Acqua

È una primavera che tarda ad arrivare.

Un’umanità interrotta su cui piove acqua mandata a lavare coscienze e facce immorali, spesso prive di espressione che racchiude un sentimento; fosse pure il più primitivo.

Precipita acqua calma, lenta e battente ma non è un temporale scatenato per darci da bere o assicurarci la sopravvivenza.

Rovescia un tintinnio leggero quasi a volere indicare un ritmo umano, dimenticato.

È una spruzzata mista alla riflessione, solitudine e comprensione personale.

L’acqua indica sempre un percorso.

Genera e percorre vie improprie, difficoltose; rompe argini e crea nuovi confini, partorisce e distrugge vita.

Un potere maestoso.

After the rain

You can’t stop anything:

the lit cigarette that is consumed,

the wind that raises the dust,

the folds of the skin on the neck,

the rainbow after the pouring rain,

the hair that lengthens,

the sun that heats too much.

What do you want to do?

Decide without shouting.

Screams are often mute and internal.

Even before the rain.

Terra ferma

L’aria si trasforma quando le gocce della pioggia si appoggiano sulla terra, nutrendola.

Si avverte un sapore strano.

È come se si fondesse cielo e vita terrena.

Un fiore di domenica

Un fiore è solo fiore.

Poco importa il colore, la forma e il periodo dell’anno in cui sboccia.

Un fiore è bello, generalmente lo è per tutti.

Siamo abituati a cogliere l’interezza della forma di ogni essere sia esso animato, vivente o materia fredda. Lo facciamo perché il nostro il cervello ha bisogno di chiudere i tratti che percepisce senza dover attenzionare il tutto nei minimi dettagli poiché questo ci ruberebbe tempo che convertito in altri termini definiremmo vita.

Quindi un fiore rimane un fiore.

Quello che aiuta ad osservare la percezione umana è l’attenzione.

Per cui lo stesso fiore, in un particolare istante della vita – o del nostro tempo, fa’ lo stesso – può diventare anche un insieme di petali, foglie e radici. La predisposizione all’attenzione è un concetto che al tempo attuale è difficile da praticare poiché siamo continuamente bombardati da stimoli – diciamocelo francamente, perlopiù mirati alla soglia superficiale dell’essere.

Lo stesso fiore quindi, smette di essere solo un fiore in un solo e preciso stato d’animo: quando ci fermiamo.

Lettera a mio figlio

Caro mio blog,

Tu sei mio figlio e io sono tua madre.

Ogni forma di pensiero e parola da cui sei composto è frutto di un mio desiderio umano e recondito: quello di darti vita e lasciare traccia della mia.

Siamo cresciuti assieme, pur essendo stato partorito da me in età acerba quando ancora non avevo capito cos’eri e cosa rappresentavi a pieno per me.

Ho lasciato e affidato a te memorie istantanee, malinconie vuote ed esigenze d’amore inespresse. Ti ho convinto di avere paura, di soffrire l’ansia di chi si lancia nel vuoto e non conosce il fondo, ti ho raccontato quante notti ho pianto e quante di queste le avevo riempite facendo l’amore.

Sei una forma continua di me.

Oramai sei cresciuto che poco ancora hai bisogno di me, hai una tua identità, ma non sei più me.

Non ti sto lasciando, sai .

Sto dandoti una delle forme d’amore più alte che sono capace di provare: la libertà .

Il mio è sempre rimasto un ventre piatto, diciamocelo, intrappolato. Tu meriti di essere trattato come un vero figlio.

Da buona madre.

L.

Gelo

C’è un posto dove ho lasciato un segreto vivo, un prato che ho visto sepolto dal gelo notturno, dall’umidità autunnale, dal sole d’agosto.

L’ho raccontato sottovoce, sicura di avere Terra fertile per i miei pensieri .