La tazza blu

Mi accompagna, spesso durante la notte il sapore amaro della tentazione che si mescola con quella mia tazza di Thé freddo che bevo sempre alla sera, anche d’inverno.

Rimane insolito, sempre inappagato come il fondo blu e celeste che vedo sorseggiando le ultime gocce di acqua mescolata a quell’infuso giallastro, zuccherato al punto giusto.

Un sollievo al palato prima di dormire. Un augurio di sentire freddo sui denti bianchi, una voglia che si ripete ogni sera. Desiderata.

Convenienza

Sono sottili i suoi rami.

Alcuni, quelli più dritti, mirano verso il cielo.

Altri, invece, che rimangono inclini alle tempeste e si aprono come rose sfiorire, catturano le gocce dell’acqua; una sola per ogni singola foglia.

Una che rimane attaccata, sembra quasi aver paura di cadere a terra e scomparire dentro un fiume, diventare invisibile.

Un gioco di convenienza, rimanere piuttosto che lasciarsi cadere.

A cuore legato

Non lo scrivi più ,

Quando ti unisci al corpo di qualcuno con il cuore legato da un laccio che senti stringere, ti strozza il respiro e diminuisce i battiti, un impulso razionale che arriva con spinta a salvarti la vita; non lo scrivi.

Forse lo desideri, o meglio ancora, lo abbracceresti: lo vorresti e basta.

Lei e Lui

Quei due sono strani.

Hanno all’apparenza un incarnato che pare messo a contrasto, stesso colore d’occhi dentro visi disegnati con linee in uno più incise nell’altro più tonde e levigate.

Lui è introverso, sospettoso, egocentrico quanto basta a renderlo attraente. Malinconico a tratti stanco e appesantito.

Lei e giovane con delle reminiscenze da bambina amante dello zucchero filato, dei dolci al cioccolato e delle luci di Natale che vorrebbe tenere accese tutto l’anno. Ammaccata in profondità, mascherata dietro un rimmel che ogni tanto cola è un tacco dove si regge in equilibrio senza cadere mai.

Ho visto entrambi accorgersi l’uno dell’altra in tempi discordanti, in sorrisi accennati.

Ho visto i loro occhi che tra loro s’intuiscono sempre .

Senza esitazione

Il vento sta arrivando, tira da Nord verso Sud. Porta aria fredda sulla pelle accaldata d’agosto, poco abbronzata e livida per qualche punto di zanzara in cerca di sangue dolce.

Un cane nero si gira intorno alla sua coda e cerca di acchiapparla per morderla. Ricorda quei pensieri umani in cui giriamo tutto intorno con tenacia e impegno, stancante ed inutile caparbietà di raggiungere obbiettivi che sì, sono solo la fine di un lembo; un vizio inetto.

Sfumature lineari attraversate da giri circolari dove è facile perdere la testa in un vortice auto generato.

Sarebbe più facile mettere di nuovo un piede adulto sulle giostre, quelle che si muovono lente ed hanno le luci di un giallo caldo e le musiche dei vecchi carillon, i cavallucci bianchi con la criniera marrone e l’aria porta sorrisi insieme all’odore dello zucchero filato.

Giro di valzer, giro di testa, giro di giostra.

Prendi un gettone e poi decidi dove salire.

Via maestra

Una vela spiegata, un vento forte e fresco che attraversa la tela rattoppata con filo doppio e bianco.

Un cielo sereno sopra la testa che a guardarlo disegna campi di girasoli e rose fiorite, in lontananza diventa più scuro e dove si tocca con l’acqua salata di mare s’avverte profondo e muto. Quel silenzio che risveglia l’istinto umano sopravvissuto all’evoluzione, t’accenna quanto basta che tenere la rotta senza rompere un remo sarà un’impresa non solo ardua ma forse impossibile.

I buoni naviganti sanno stare seduti al timone, parlano con il mondo attraverso gli occhi che hanno vissuto oceani di traversate; sanno che una vela rattoppata al meglio e peggio può anche portare lontano le stesse mani che l’hanno ricucita. S’orientano senza bussola sentendo il vento sulla pelle ruvida e passano sotto le stelle sveglie e lucenti quelle nottate in cui vorrebbero tornare indietro, a Terra ferma.

Non ci si inventa timonieri di tempeste, come conoscitori di acque tranquille.

Ci si mette in Mare consapevoli d’incrociare ostacoli vivi e forze maestose senza controllo alcuno. Forse si diventata bravi ad essere cavalcatori di onde alte e spietate e ubriachi di stelle che portano alla via dell’essere finiti nell’infinito .

Luce d’ombra

Esistono dei momenti in cui la Luna è presente su due corpi, tanto che riesce ad illuminare entrambi; un ginocchio dell’uno e una spalla dell’altro.

Momenti, ricorse, riposi, respiri, pugni allo stomaco, sospiri.

Il circolo lunare è lo stesso da milioni di anni, parte identiche di due corpi separati, forse, non le farà brillare mai nello stesso identico tempo.

C’è n’ è sempre uno in penombra per uno scuro per il suo stesso contrario la notte successiva.