Le salite

Riprendiamo a camminare tutti. 

Ciascuno rammendando il proprio passo. Un ritmo. 

Camminare è di solito un momento condiviso. Le corse sono spesso solitarie. Sono lunghe ma necessarie. Si è sempre stanchi a metà del tragitto, quando sembra di aver intravisto la fine, ed invece si apre davanti la salita. Ripida e scostante. 

La fine. Quante volte l’abbiamo implorata di venirci a trovare. 

Chiamata. Interrogata. 

Senza acqua.

Soli.

In estate, in inverno. Ogni cambiamento può aver attraversato, cambiando un corpo. Esposto, senza troppe protezioni alle intemperie di un percorso. 

Parlo di quel cammino che i buoni pensatori amano definire “ viaggio della vita “. 

Le ginocchia, quelle nonostante la volontà, lo sappiamo bene, cederanno. Sicuramente faranno male, inizieranno a scricchiolare sempre di più. Ad ogni passo, sempre di più. I piedi, ecco quelli saranno aperti dalle vesciche. E di certo non saranno le scarpe a salvarci. Le consumeremo e saremo costretto a lasciarle durante il percorso. La fatica è la salvezza dell’essere umano. Ti costringe a buttare via dalla groppa quello che non ti è necessario. Che appesantisce e ti schiaccia a terra. 

Senza tregua.

Con qualche sosta. 

Mai.

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