Sogni d’estate

La morte è la fine di un tempo. Un percorso, un ciclo che viene aperto per essere chiuso. Porta una data ben precisa che prima di essere impressa su di una lapide, infligge sulle persone la rottura dei legami fisici. Emotivi. Comunicativi.

Si porta viva i sorrisi. L’odore, dalle stanze e dai vestiti. Le file dal medico, poi in farmacia. Le notti sveglie mentre affanni ma non sai più dormire .

Gli anni, si trasformano in calendari che contano un vuoto soggettivo e blindato dalla necessità di mantenere vividi tutti i ricordi. Tutta la storia di un’altra vita.

  • “ Il suo tempo era finito, lo sai “;
  • “ Non può morire, io ci voglio ancora parlare “.

Apro gli occhi.

Una mano ferma in mezzo al petto.

Stavo sognando la lontananza da un’anima.

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