C’è l’arcobaleno

La speranza è una forza che andrebbe compresa come la paura, il sonno, il freddo.

Nel corso di un’esistenza facciamo a brandelli il cuore e lasciamo i sogni strappati negli angoli delle strade, quelle che rimangono sempre poco illuminate e sono piene di immondizia ammucchiata.

E non ce ne rimane abbastanza, né di cuore né di sogni per tenerci concentrati sulla vita, sulle cose. Sulle persone.

Ed è lì che inizia la ricerca alle risorse altrui, lasciano invecchiare le proprie quando le ambizioni superano di troppo il proprio talento.

Io l’ho sfidata la sorte, anche oggi. Mi sono posta proprio davanti a lei e non mi sono spostata, neppure quando mi ha detto di fuggire via, neppure quando ha deciso di farmi rimanere appesa ad un chiodo con un laccio al collo. Un limbo in cui non morivo e non vivevo: stavo solo appesa ad attendere.

Oggi sono scesa da quel muro, oggi ho respirato, poi ho sorriso di felicità.

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