E me

È l’aria della primavera, che mi entra dalla finestra quando ormai fuori è quasi totalmente buio.

Al crepuscolo, sento il cuore singhiozzare mentre, sullo sterno, preme un masso invisibile fatto da malinconia, tristezza e solitudine.

Ed è un battito che è fermo. Pulsa solo per me. Non sento niente, neppure le prigioni in cui mi sono chiusa gettando volontariamente le chiavi. Sono una, con vari pezzi, in tanti luoghi. Tutti pieni di sbarre.

Non sento che me. La stanchezza che mi appanna gli occhi, le cattive abitudini che imparano a svanire. Le pupille appesantite dalle sveglie fresche e colorate dell’alba.

Scrivo nella luce di una piccola lampadina che mi lascia nel buio, di quella stanza senza chiave, dove nessuno mai entra neppure se lascio socchiusa la porta.

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